Pogacar domina la decima tappa
Tadej Pogacar ha conquistato la decima tappa del Tour de France a Le Lorian, rafforzando ulteriormente la sua posizione di leader nella classifica generale. La tappa, caratterizzata da un percorso impegnativo sui Monti del Cantal nel Massiccio Centrale, ha visto lo sloveno attaccare decisamente sul Col de Pertus, la salita più ardua della giornata. Questa vittoria segna la sua ventiquattresima vittoria di tappa al Tour e la sessantesima maglia gialla, eguagliando il record di Miguel Indurain.
L’attacco di Pogacar sul Col de Pertus è avvenuto a circa 1200 metri dalla vetta, lasciando i suoi rivali senza possibilità di reazione. Nonostante Jonas Vingegaard fosse alle sue spalle, ha mantenuto il proprio ritmo senza riuscire a contrastare l’avanzata dello sloveno. Pogacar ha dimostrato ancora una volta la sua forza, simile a quanto accaduto nella tappa del Tourmalet a Gavarnie-Gèdre, dove aveva atteso la linea del traguardo per festeggiare, senza perdere neanche un secondo.
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Sul medesimo traguardo dove nel 2024 era stato battuto in volata da Vingegaard, Pogacar ha guadagnato 54 secondi sul danese, che ora si trova a 3 minuti e 36 secondi di distacco dopo dieci tappe. Il suo forcing sulla salita finale è stato determinante, permettendogli di accumulare 28 secondi sui suoi avversari in poco più di sei chilometri. La sua progressione è stata descritta come surreale, recuperando 40 secondi a Richard Carapaz negli ultimi 800 metri della salita.
Reazioni e distacchi tra i rivali
La decima tappa ha evidenziato la superiorità di Pogacar, con i suoi avversari che non sono riusciti a tenere il suo ritmo. Remco Evenepoel ha concluso la tappa al secondo posto, staccato di 32 secondi dallo sloveno. Vingegaard, invece, ha subito un distacco maggiore, perdendo 12 secondi da Evenepoel e 10 secondi da Seixas negli ultimi metri, entrando in crisi.
Il compagno di squadra di Pogacar, Isaac del Toro, è arrivato con un ritardo di 1 minuto e 31 secondi. Vingegaard, che in precedenza era stato tirato da Davide Piganzoli, ha visto il suo secondo posto in classifica generale messo in discussione. Altri corridori come Lipowitz, Ayuso e Skjelmose hanno anch’essi subito distacchi significativi.
Pogacar ha commentato la giornata definendola «incredibile», ricordando come la stessa tappa lo avesse «distrutto» due anni prima. Ha aggiunto che fino all’ultimo chilometro non era convinto di poter vincere e che i tifosi che lo fischiavano gli hanno dato ulteriore motivazione. Ha spinto fino alla fine per eliminare i dubbi del passato.
Condizioni climatiche e prospettive future
Il Tour de France sta affrontando condizioni climatiche estreme, con una forte ondata di calore che ha reso l’asfalto rovente e ha causato incendi nei boschi dei Pirenei Orientali. Gli organizzatori hanno invitato i tifosi a rimanere a casa e hanno raccomandato massima vigilanza alla carovana per prevenire ulteriori problemi legati al caldo. Questa situazione ha reso la competizione ancora più ardua per i ciclisti.
Con 60 maglie gialle conquistate, Pogacar si avvicina ai record storici del ciclismo. È a una sola vittoria dalle 25 di André Leducq e non lontano dalle 28 di Bernard Hinault, che è il terzo di sempre dopo Cavendish e Merckx. Il destino di Pogacar sembra essere quello di superare record su record.
Le prossime tappe, in particolare quelle di sabato a Le Markstein e domenica sul Plateau de Solaison, entrambe con arrivi in salita, potrebbero essere decisive per il suo quinto trionfo finale al Tour. L’obiettivo a lungo termine di Pogacar è conquistare l’unica montagna che ancora gli manca, l’Alpe d’Huez, resa celebre da Coppi e Pantani.
Source: ilfattoquotidiano.it




