Milan, Cardinale deluso e Amorim sul banco degli imputati: confronto nel pomeriggio

Milan, Cardinale deluso e Amorim sul banco degli imputati: confronto nel pomeriggio

Crisi al Milan dopo la sconfitta europea

La dolorosa sconfitta interna contro il Benfica all’esordio nella League Phase di Europa League ha generato una crisi stagionale in casa Milan. L’atteggiamento della squadra, scesa in campo con ritmi da amichevole estiva, ha provocato la contestazione di San Siro, con fischi rivolti ai rossoneri sia all’intervallo che al fischio finale. Le critiche sono emerse non solo sulla stampa italiana, ma anche su media statunitensi.

Al centro delle discussioni c’è Ruben Amorim. Al tecnico portoghese viene contestata una gestione della formazione caratterizzata da un massiccio turnover, con l’impiego di giocatori meno esperti della scena europea o del pubblico di Milano.

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Le dichiarazioni di Amorim hanno suscitato dibattito. Se in precedenza aveva elogiato il mercato e affermato sintonia con la società, dopo la partita contro il Benfica ha ammesso di non avere la rosa adatta al suo stile di calcio e ha chiesto tempo. Ha riconosciuto che senza vittorie, la pazienza può esaurirsi rapidamente. Questa autocritica ha messo in discussione il suo lavoro, iniziato lo scorso 13 luglio.

Confronto tra Cardinale e Amorim

La prestazione e la sequenza di tre gare senza successi, dopo i pareggi contro Juventus e Lazio, hanno lasciato amareggiato Gerry Cardinale. Per la giornata odierna è stata programmata una call tra il patron di RedBird, la dirigenza con Calvelli e lo stesso Amorim. Questo confronto non è considerato straordinario, poiché il tecnico e il numero uno del Diavolo si confrontano regolarmente dopo ogni partita.

La posizione del tecnico non sembra essere in bilico. L’incontro sarà un’occasione per un “tagliando di responsabilità”, in cui Cardinale intende chiarire i difetti evidenziati dal portoghese e comprendere le ragioni dei problemi tattici e mentali emersi in questa fase iniziale della stagione. Con la sfida contro il Lecce imminente, il confronto telefonico rappresenta un momento decisivo per riallineare gli obiettivi e prevenire che la crisi di identità diventi cronica.

A San Siro, i fischi dopo la sconfitta per 2-0 contro il Benfica in Europa League hanno evidenziato la delusione generale. Il gioco offensivo e propositivo che era stato auspicato con l’arrivo di Amorim si è visto poco. Dopo le prime cinque gare, il Milan ha ottenuto 8 punti, segnato 7 gol e subito 6. In tutti e cinque i primi tempi giocati, il Milan non ha mai segnato e ha schierato una formazione ancora una volta rivoluzionata.

L’allenatore sembra ancora alla ricerca della giusta quadra, con esperimenti che hanno avuto esiti diversi. La partita di domenica prossima contro il Lecce potrebbe essere un’opportunità per raggiungere la sosta in modo più sereno. Se non dovesse arrivare una vittoria con una prestazione convincente in Salento, il clima potrebbe diventare più pesante.

Tra i problemi evidenziati nel Milan di Amorim vi è il continuo cambio di formazione, che impedisce la costruzione di una base di lavoro solida. La formazione iniziale contro il Benfica aveva già sollevato dubbi prima del fischio d’inizio. Il campo ha confermato queste perplessità, con una mancanza di identità di gioco. Alcuni esperimenti non hanno avuto successo, e la squadra necessita di recuperare i migliori giocatori, come Pulisic e Rabiot, mentre altri, come Estupinian e Loftus Cheek, potrebbero essere considerati alternative.

Un altro punto critico riguarda Gonçalo Ramos, che non ha centrato lo specchio della porta avversaria per la terza partita consecutiva contro il Benfica, dopo essere rimasto a secco anche contro Juventus e Lazio. L’attaccante portoghese, richiesto da Amorim, ha avuto un costo significativo e deve dimostrare il suo valore per non diventare un problema. Nonostante corra molto, i suoi numeri in termini di gol e tiri in porta sono stati limitati. In cinque partite tra campionato ed Europa League, ha realizzato un gol con il Venezia e ha effettuato 4 tiri nello specchio della porta avversaria, di cui 3 nella serata con i lagunari, su un totale di 17 tiri.

La difesa del Milan ha subito 6 gol in cinque partite. Anche nelle vittorie contro Torino e Venezia, i rossoneri hanno mostrato una mancanza di equilibrio, direttamente proporzionale all’ambizione di dominare campo e possesso palla. Le disattenzioni individuali sono emerse contro Lazio e Benfica. Il secondo gol dei lusitani a San Siro è stato realizzato con un attaccante in area di rigore contro sette rossoneri, eppure Kaminski era completamente solo. Il pasticcio di Estupinian all’Olimpico ha infastidito tutti, compagni inclusi. La mancanza di sincronismi è evidente, e sembra che Amorim si sia concentrato sulla promessa di un Milan dominante piuttosto che sulla costruzione di una squadra sostenibile dalle fondamenta. Quando il livello si è alzato, i problemi sono emersi.

Le parole di Amorim prima della partita con il Benfica, in cui ha espresso dubbi sull’adeguatezza della rosa al suo calcio, hanno sollevato preoccupazioni. Sebbene il mercato sia stato condotto con la regia dell’allenatore, ammettere a metà settembre di sentirsi disallineato con il materiale a disposizione è motivo di inquietudine per i tifosi. Cardinale, nonostante i suoi limiti, ha investito e non può accettare una stagione di sola transizione ed esperimenti. La comunicazione di Amorim, che si è presentato con l’obiettivo di vincere lo scudetto e l’Europa League, rischia di essere un boomerang. Ha parlato di un calcio “dominante” e ha criticato chi lo mette nel mirino, suggerendo che gli italiani faticano ad accettare un giovane allenatore straniero. Tuttavia, a differenza di altri tecnici che hanno adottato un approccio simile, Amorim non ha ancora ottenuto i risultati attesi.

Il confronto telefonico odierno tra Cardinale, la dirigenza e Amorim è previsto per il pomeriggio.

Source: sportmediaset.mediaset.it

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