Un inaspettato ostacolo prima di Wimbledon
Jannik Sinner, il numero uno del mondo e bi-campione dei Championships, ha rivelato un curioso retroscena avvenuto poco prima della sua partenza per Londra. Durante la tradizionale cena di gala post-trionfo a Wimbledon 2026, Sinner ha confessato di essere stato bocciato per la quarta volta all’esame per la patente della moto. L’episodio, avvenuto a ridosso di uno dei tornei più importanti della sua carriera, ha suscitato il suo commento ironico: «Forse è meglio se gioco a tennis».
La rivelazione è stata fatta al Raffles London, dove Sinner si è presentato in smoking dopo la mezzanotte, accompagnato dai genitori Siglinde e Hanspeter. L’atmosfera formale della cena dei vincitori, che ha visto Sinner esibirsi nel tradizionale Champions’ Ball sulle note di «Can’t Stop the Feeling!» di Justin Timberlake con la «regina» di Church Road, Linda Noskova, ha lasciato spazio a momenti più leggeri. Sinner ha scherzato con il presentatore, ammettendo di essere «brillo» dopo i festeggiamenti e di non voler rispondere a domande difficili, come quelle sulla reazione di sua madre dopo un set perso al tie-break contro Zverev.
Bonus Casinò
100% fino a 500€ + 200 Giri Gratis
- Pacchetto di Benvenuto fino a 1.500€
- 10% di Cashback Settimanale



100% fino a 750€ + 150 Giri Gratis
- Fino a 2.000€ sui primi 3 depositi
- Ricarica del 25% ogni lunedì



150% fino a 300€ + 100 Giri Gratis
- Bonus di Benvenuto fino a 1.000€
- 50 Giri Gratis ogni venerdì
La difficoltà di Sinner con l’esame della patente della moto non è una novità. Già ad aprile, alla vigilia del Masters 1000 di Montecarlo, un vlog pubblicato sul suo canale YouTube aveva mostrato il suo coach australiano, Darren Cahill, incalzarlo sull’argomento. Cahill gli aveva chiesto quante volte avesse dovuto ripetere l’esame, e Sinner, con un misto di imbarazzo e divertimento, aveva ammesso tre insuccessi. La quarta bocciatura, quindi, aggiorna il suo «punteggio» personale: cinque titoli del Grande Slam e quattro fallimenti su due ruote.
Le reazioni e le prospettive future
Nonostante la delusione per l’esame non superato, Sinner ha dimostrato di non scoraggiarsi. Ha ironizzato sulla situazione, suggerendo che l’anno prossimo gli si potrebbe porre la stessa domanda. La sua determinazione nel voler ottenere la patente della moto è evidente, nonostante le ripetute difficoltà. L’appuntamento con la patente dovrà essere rimandato ancora, ma Sinner sembra intenzionato a insistere e a imparare dai suoi errori.
Il contrasto tra la sua abilità nel dominare le supercar e le sue difficoltà con l’esame della moto è stato notato. Nel suo garage, infatti, figurano veicoli di lusso come una Ferrari 812 Competizione, un’Audi RS6 ABT Legacy Edition e una Porsche 911 Carrera GTS. Questi veicoli, capaci di prestazioni estreme, sono in netto contrasto con la sua incapacità di superare l’esame per la patente della moto, un aneddoto che strappa un sorriso.
La confessione di Sinner è avvenuta poche ore dopo aver conquistato Wimbledon per la seconda volta consecutiva, sconfiggendo Alexander Zverev in quattro set combattuti. Questo successo lo ha riconfermato come l’uomo da battere nel torneo, e ha segnato la decima volta nella storia che un uomo ha centrato un back-to-back a Wimbledon. La sua capacità di affrontare le sfide sul campo da tennis è innegabile, e la sua perseveranza si estende anche al di fuori del campo, come dimostrano i suoi continui tentativi di ottenere la patente della moto.
I dettagli finanziari della vittoria a Wimbledon
La vittoria di Sinner a Wimbledon ha comportato un premio di 3,6 milioni di sterline, equivalenti a 4,2 milioni di euro. Questo è l’assegno più ricco nella storia del torneo, grazie a un aumento del 20% del montepremi di questa edizione da parte dell’All England Lawn Tennis Club. Tuttavia, l’importo lordo è soggetto a tassazione nel Regno Unito. I tennisti non residenti sono tenuti a pagare le imposte nel Paese in cui disputano il torneo, e il fisco britannico è particolarmente esigente.
Secondo il regime «Foreign Performers» dell’agenzia governativa Hmrc, ai premi in denaro degli atleti non residenti viene applicata una ritenuta alla fonte del 20%. Se il compenso supera le 50 mila sterline, è necessaria una dichiarazione dei redditi nel Regno Unito, con un’aliquota che può salire al 40% o al 45% per redditi superiori a 125 mila sterline. Nel caso di Sinner, dei 3,6 milioni di sterline vinti, dovrà versare al fisco britannico 1,6 milioni, pari al 45%, per un netto di 2 milioni di sterline, circa 2,3 milioni di euro.
Inoltre, i tennisti devono considerare anche le imposte relative agli sponsor. Il fisco britannico richiede una quota corrispondente degli incassi derivanti dagli sponsor, calcolata con il metodo dei «Relevant Performance Days». Questo significa che lo sportivo deve calcolare l’ammontare complessivo dei redditi da sponsorizzazione e applicare la percentuale corrispondente ai giorni di permanenza nel Regno Unito. Questo fenomeno incide maggiormente sui giocatori più forti, legati ai brand più prestigiosi. Per chi fa maggiore affidamento sugli sponsor che sul prize money, partecipare a Wimbledon può risultare meno conveniente, e gli obblighi fiscali diventano più gravosi per chi ha ricavi da sponsorizzazione elevati.
Oltre alle tasse, Sinner dovrà sostenere altri oneri. I contratti tra i top player e gli allenatori prevedono solitamente un compenso fisso settimanale e una percentuale compresa tra l’8% e il 12% sui premi conquistati nei tornei. L’azzurro dovrà quindi versare ai suoi coach, Cahill e Vagnozzi, una cifra nell’ordine dei 200 mila euro. Aggiungendo circa 100 mila euro di spese di viaggio, vitto e alloggio, a Sinner resteranno all’incirca 2 milioni di euro dalla sua vittoria a Wimbledon.
Source: eurosport.it




