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Pogacar vince la sesta tappa del Tour de France e conquista la maglia gialla

Tadej Pogacar ha dominato la sesta tappa del Tour de France, assicurandosi la maglia gialla con una performance notevole sui Pirenei. Lo sloveno ha completato una fuga solitaria di 42,7 km, iniziata a pochi chilometri dalla cima del Tourmalet, e ha tagliato il traguardo a Gavarnie-Gèdre con un vantaggio significativo sui suoi rivali.

Il trionfo finale ha visto Pogacar arrivare con 2 minuti e 38 secondi di vantaggio su Vingegaard e 2 minuti e 57 secondi sul compagno di squadra Del Toro, oltre a Evenepoel e Seixas. Questa prestazione ha permesso a Pogacar di demolire il precedente record di scalata del Tourmalet di quasi 2 minuti.

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La performance sul Tourmalet

La tappa ha rappresentato la prima vera prova di montagna del Tour, e Pogacar ha dimostrato la sua superiorità fin dalle prime battute. Dopo aver messo alla frusta la sua squadra, la UAE Team Emirates-XRG, sul Col d’Aspin e nei primi chilometri del Tourmalet, Pogacar è scattato a 4.800 metri dalla vetta della montagna pirenaica.

Il suo attacco, a 43 chilometri dal traguardo, ha lasciato indietro tutti i principali contendenti. Inizialmente affiancato dal compagno Del Toro per poche centinaia di metri, Pogacar ha poi proseguito da solo, ampliando il suo vantaggio su Vingegaard, che in vetta al Tourmalet si trovava già a 40 secondi di distanza.

Il record del Tourmalet apparteneva già a Pogacar e Vingegaard, stabilito durante il Tour del 2023. In quell’occasione, il tempo di scalata era stato di 45 minuti e 35 secondi. Nella tappa odierna, il tempo rilevato manualmente è stato di circa 43 minuti e 10 secondi, quasi 2 minuti e 30 secondi in meno. Questo miglioramento è stato in parte attribuito al lavoro della UAE Team Emirates-XRG, che ha mantenuto un ritmo elevato prima dell’attacco finale.

Anche negli ultimi 4,1 km della salita, i più impegnativi con una pendenza dell’8,6% da La Mongie alla vetta, Pogacar è stato più veloce rispetto al 2023. Il suo tempo in questo tratto è stato di 11 minuti e 10 secondi, contro gli 11 minuti e 21 secondi del 2023. La velocità media in questi chilometri finali è stata di 22,2 km/h, con una velocità ascensionale media (VAM) di 1.918 m/h.

Questi dati sono considerati impressionanti, soprattutto considerando l’altitudine, dato che la vetta del Tourmalet si trova a oltre 2.100 metri. La pendenza media complessiva del Tourmalet è del 7,3%.

Reazioni e impatto sulla classifica

La maglia gialla, che alla partenza era indossata dal norvegese Torstein Traeen con 7 minuti e 53 secondi di vantaggio su Pogacar, è passata allo sloveno già a 30 km dall’arrivo. Traeen, dopo aver perso quasi tutto il suo vantaggio, è caduto in discesa dal Tourmalet, battendo violentemente la spalla destra. Nonostante l’incidente, ha ripreso la bici con determinazione e ha raggiunto il traguardo a circa mezz’ora da Pogacar, scortato da un compagno di squadra e accolto dagli applausi dei tifosi.

In classifica generale, Pogacar ora guida con 2 minuti e 42 secondi di vantaggio su Vingegaard. La strategia di Vingegaard, che ha deciso di non rispondere immediatamente all’accelerazione di Pogacar e di salire in progressione, ha inizialmente limitato i danni a 30 secondi fino alla vetta del Tourmalet. Tuttavia, la superiorità di Pogacar anche in discesa gli ha permesso di raddoppiare il vantaggio e di continuare a guadagnare costantemente lungo l’ascesa finale verso Gavarnie-Gèdre.

L’arrivo di Vingegaard al traguardo, stanco e rassegnato, ha evidenziato la pesantezza della giornata per il danese. Ha perso terreno anche nei confronti degli inseguitori, e la sua squadra ha mostrato delle debolezze, con Piganzoli che si è staccato presto e Kuss che non è riuscito a fornirgli supporto. Nonostante ciò, Vingegaard è noto per essere uno specialista della terza settimana del Tour.

Il presidente francese Macron ha assistito alla tappa dalla macchina del direttore di corsa, ammirando la prestazione di Pogacar. La vittoria di tappa e la conquista della maglia gialla da parte di Tadej Pogacar segnano un momento significativo in questa edizione del Tour de France.

Source: gazzetta.it

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