La tappa odierna e il percorso
La dodicesima tappa del Tour de France 2026, che si svolge oggi, giovedì 16 luglio, da Magny-Cours a Chalon-sur-Saône, è stata pensata per i velocisti. Questo è il secondo giorno consecutivo in cui il percorso si presta alle caratteristiche degli specialisti delle ruote veloci. La frazione parte dal Circuito di F1 di Magny-Cours e si conclude a Chalon-sur-Saône dopo un percorso di 179,1 km. I tre Gran Premi della Montagna (GPM) di quarta categoria presenti lungo il tracciato non dovrebbero rappresentare una minaccia significativa per i velocisti, suggerendo che la tappa sarà ancora una volta molto veloce.
Il percorso inizia dal Circuito di Magny-Cours e attraversa la pianura francese fino al traguardo volante, posizionato dopo 45 km. Da lì, i ciclisti proseguiranno verso il primo GPM di giornata, la Côte de Lanty, una salita di 2 km con una pendenza media del 4%. Successivamente, il tracciato presenta un’alternanza di saliscendi fino al secondo GPM, la Côte de Cuzy, che si estende per 2,4 km con una pendenza del 4,5%.
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Dopo la Côte de Cuzy, il gruppo affronterà un tratto pianeggiante fino a 39 km dall’arrivo, dove si trova il terzo e ultimo GPM di giornata, la Côte de Montagny-lès-Buxy, lunga 2,6 km con una pendenza del 4,3%. Dalla cima di questa salita mancheranno solo 20 km al traguardo, tutti pianeggianti. Tuttavia, gli ultimi 2800 metri presentano curve e restringimenti che potrebbero essere pericolosi, richiedendo attenzione da parte degli uomini di classifica.
Precedenti arrivi a Chalon-sur-Saône
La città di Chalon-sur-Saône ha una storia significativa nel Tour de France. L’ultimo vincitore in questa località è stato Dylan Groenewegen nel 2019. Il primo arrivo del Tour a Chalon-sur-Saône risale al 1959, quando Brian Robinson si aggiudicò la tappa. Robinson attaccò sull’ultima salita di quell’edizione e concluse con un vantaggio di 20 minuti sul gruppo principale, che a quel punto era principalmente concentrato sull’arrivo a Parigi.
Nel 1955, Brian Robinson, insieme a Tony Hoar, divenne il primo ciclista britannico a completare il Tour de France. Tre anni dopo, conquistò la prima vittoria di tappa per un corridore britannico nella Grande Boucle a Brest. Nel 1959, pochi giorni prima della sua vittoria a Chalon, Robinson fu squalificato per essere arrivato fuori tempo massimo, ma fu successivamente riammesso in gara.
Altri vincitori a Chalon-sur-Saône includono Thierry Marie, che nel 1988 ottenne la seconda delle sue sei vittorie di tappa al Tour de France. Questa fu la sua prima vittoria in una tappa in linea, dopo il successo nel prologo del 1986. Marie, in maglia Castorama, scattò negli ultimi 500 metri, sorprendendo i velocisti. Anche Jean Stablinski trionfò a Chalon nel 1961 con un’azione simile, al termine di una tappa partita da Belfort. Nel 1975, Rik Van Linden si impose nella volata di gruppo, indossando la maglia verde.
La partenza della tappa è prevista per le 13:30, con l’arrivo stimato tra le 17:29 e le 17:50. La copertura televisiva e in streaming è disponibile dalle 14:45 alle 18:00 su Rai 2 e dalle 13:15 alle 18:15 su Eurosport 1 e Discovery+.


La tappa precedente e il record di velocità
L’undicesima tappa del Tour de France ha visto la vittoria in volata del norvegese Søren Wærenskjold della Uno-X Mobility. Questa vittoria è stata la prima per Wærenskjold alla Grande Boucle. La tappa, che si è svolta tra Vichy e Nevers, è stata caratterizzata da una velocità media di 50,910 km/h, rendendola la frazione più veloce nella storia del Tour de France. Questo risultato ha superato il precedente record di Mario Cipollini, che nel 1999 aveva mantenuto una media di 50,36 km/h su un percorso di 191 km tra Laval e Blois.
La squadra Uno-X Mobility, composta da ciclisti norvegesi e danesi, ha ottenuto la sua seconda vittoria assoluta al Tour con questo successo. Wærenskjold, un cronoman di razza ed ex campione del mondo under 23, ha impostato un’azione finale che è stata una via di mezzo tra uno sprint e un allungo, battendo Olav Kooij e Milan Fretin. La tappa è stata caratterizzata da una fuga di quattro corridori, tra cui Julian Alaphilippe, Mathis Le Berre, Anthon Charmig e Nelson Oliveira. Alaphilippe ha perso contatto su una piccola salita a 36 km dal traguardo, terminando la tappa con oltre sette minuti di ritardo. Gli altri tre fuggitivi sono stati ripresi a pochi chilometri dal traguardo, portando a uno sprint finale caotico dove nessuna squadra è riuscita a organizzare un treno. Un gregario di Kooij ha scattato in testa e Wærenskjold è stato il primo a reagire, creandosi un vantaggio che nessuno è riuscito a colmare. La classifica generale è rimasta invariata, con Tadej Pogačar che mantiene la maglia gialla con un vantaggio di 3’36” su Jonas Vingegaard e di 4’06” su Remco Evenepoel.
Source: repubblica.it




