Un addio emozionante dopo decenni di dedizione
Dopo 53 anni di legame, Bruno Conti ha annunciato il suo addio alla AS Roma. L’ex calciatore e dirigente ha comunicato la sua decisione in un evento presso il Grand Slam Padel Show, circolo di cui è socio insieme ad Andrea Antonini. La notizia è stata accolta con emozione, come testimoniato dalle lacrime di Conti stesso durante l’annuncio.
Conti ha spiegato che la sua scelta è dettata dal desiderio di dedicarsi alla sua famiglia, alla moglie e alla sua salute. Ha affermato che a una certa età si sente il bisogno di godersi la vita privata. Il suo contratto con il club è giunto al termine, segnando la fine di un’era per una delle figure più iconiche della storia giallorossa. Nonostante l’addio, è previsto che Conti rimanga in contatto con il club, specialmente in vista delle celebrazioni per il centenario della società.
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Il figlio di Bruno, Daniele Conti, ha espresso il suo orgoglio attraverso un messaggio, sottolineando come la Roma sia stata la casa del padre per oltre mezzo secolo e come, oltre ai successi sportivi, Bruno sia un campione nella vita di tutti i giorni.
Una carriera tra campo e settore giovanile
Il percorso di Bruno Conti con la AS Roma è iniziato nel 1973, quando, dopo essere stato scartato da un altro club, accettò la chiamata della squadra del suo cuore. Da giocatore, ha contribuito alla conquista di uno scudetto nel 1983 e di cinque Coppe Italia. Ha inoltre partecipato a una finale di Coppa dei Campioni e ha trionfato in un Mondiale, guadagnandosi il soprannome di “Marazico” da Pelé.
Dopo aver concluso la carriera da calciatore nel 1991, Conti non ha abbandonato il mondo giallorosso. Nel 1994 ha assunto la guida del settore giovanile, dove si è distinto come talent scout, contribuendo alla scoperta di numerosi futuri campioni. Tra i giocatori emersi grazie al suo lavoro figurano nomi come Daniele De Rossi, Alberto Aquilani, Lorenzo Pellegrini, Matteo Politano, Gianluca Scamacca, Riccardo Calafiori, Davide Frattesi, Alessandro Florenzi, Edoardo Bove e Niccolò Pisilli.


Conti ha ricoperto anche il ruolo di allenatore della prima squadra in momenti critici. Nel 2005, ha guidato la squadra subentrando a Luigi Delneri, riuscendo a salvarla dalla zona retrocessione e portandola fino a una finale di Coppa Italia. Successivamente, è tornato a ricoprire incarichi nel settore giovanile, coordinando le categorie dall’Under-11 all’Under-16 e, dall’anno successivo, dall’Under-10 all’Under-14.
Un’eredità duratura
L’impronta di Bruno Conti sulla AS Roma è profonda e duratura. La sua dedizione al club si è manifestata in ogni ruolo ricoperto, dal campo alla dirigenza, sempre con la Roma al primo posto. La società ha espresso il desiderio di coinvolgerlo nelle iniziative legate al centenario, riconoscendo il suo valore e il suo contributo inestimabile.


Il suo addio segna la fine di un capitolo importante, ma la sua storia e il suo impatto rimarranno parte integrante dell’identità giallorossa. La sua figura è considerata insostituibile da molti tifosi e addetti ai lavori, a testimonianza di un legame che trascende i ruoli e le mansioni. La sua partenza da Trigoria, dopo aver svuotato l’ufficio e salutato i dipendenti, è stata un momento di grande commozione per tutti i presenti.


La sua carriera è stata un esempio di attaccamento ai colori sociali e di professionalità, lasciando un’eredità di successi e di talenti scoperti che hanno contribuito alla storia recente del calcio italiano.
Source: romatoday.it




