Il cammino in Champions League
Il Napoli ha iniziato il suo percorso in Champions League con una sconfitta, nonostante una prestazione di ordine e disciplina. La squadra ha giocato una partita impostata logicamente, arrendendosi solo dopo 75 minuti a una prodezza di Odegaard. Questo gol è arrivato dopo che l’allenatore dell’Arsenal, Arteta, ha inserito giocatori del calibro di Bruno Guimaraes, Havertz e Madueke, riuscendo a far crollare la difesa del Napoli.
La sconfitta contro l’Arsenal è considerata la meno grave tra le recenti battute d’arresto del Napoli. La squadra azzurra ha dato il massimo contro i vicecampioni d’Europa, recuperando energie dopo la partita contro l’Inter giocata quattro giorni prima. Con un pizzico di fortuna, la partita contro l’Arsenal avrebbe potuto anche finire in pareggio.
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Questo tipo di partite, contro avversari più forti, si adatta bene alla filosofia di gioco proposta da Allegri. La possibilità di curare attentamente la fase difensiva senza timori e la consapevolezza di avere un attaccante come Hojlund, capace di condurre contropiedi anche da solo contro più difensori, sono elementi chiave. L’Arsenal è riconosciuta come una delle squadre più forti al mondo, con un impianto di gioco solido e una grande intesa tra i giocatori.
Aspetti positivi e segnali di crescita
Nonostante la sconfitta in Champions League, ci sono diversi aspetti positivi che il Napoli può sfruttare per il futuro. Il ritorno di un De Bruyne in grande forma e le straordinarie condizioni fisiche di Hojlund sono tra questi. Max Allegri ha ora il compito di capitalizzare questi segnali per migliorare la squadra.
- De Bruyne si presenta come un giocatore completamente diverso rispetto all’anno precedente, con un rapporto migliorato con Allegri rispetto a quello che aveva con Conte.
- Hojlund è in condizioni atletiche eccezionali, non teme lo scontro fisico e può affrontare da solo un’intera difesa.
- Lobotka, anche nella nuova configurazione tattica, sta offrendo un contributo significativo, mostrando grande impegno.
- Rafa Marin, dopo un inizio difficile, sta crescendo anche grazie al supporto di Rrahmani, che lo guida in campo.
Questi elementi rappresentano una base da cui ripartire, con pazienza e senza scoraggiarsi. Se il Napoli in campionato è ancora lontano dal livello della squadra guidata da Antonio Conte l’anno scorso, in Champions League ha già raggiunto un livello più elevato e difficilmente subirà sconfitte pesanti che potrebbero portare all’eliminazione nella fase a gironi.
Le sfide in campionato
Il Napoli ha subito tre sconfitte consecutive, dopo l’unica vittoria stagionale contro il Genoa. Le altre due sconfitte, oltre a quella con l’Arsenal, presentano dinamiche diverse. Nella partita di sabato 6 settembre contro l’Inter, il Napoli aveva iniziato bene il primo tempo, sorprendendo gli avversari. Tuttavia, per portarsi sul 2-0, aveva beneficiato di due clamorosi errori dei nerazzurri.
In quell’occasione, Allegri aveva commesso l’errore di alterare l’assetto della squadra, inserendo un difensore reduce da un periodo di inattività e arretrando il baricentro. La fortuna aveva assistito il Napoli, ma la squadra non era riuscita a sfruttarla. Tra le tre sconfitte consecutive, quella casalinga contro il Como alla seconda giornata è stata forse la più preoccupante. In quella partita, la squadra di Fabregas aveva dominato per gran parte dei novanta minuti, e il Napoli non aveva mostrato l’atteggiamento di una grande squadra né la personalità per cambiare l’esito della gara.
Le prestazioni in campionato indicano che il Napoli deve ancora trovare la sua piena identità e consistenza, un aspetto che preoccupa Allegri. La squadra deve lavorare per mantenere lo stesso atteggiamento e la stessa intensità mostrati in Champions League anche contro avversari meno quotati, per poter conquistare più punti.
Source: gazzetta.it




