Il governo italiano ha prorogato il taglio delle accise sui carburanti, ma non riesce a garantire che i benefici si traducano in un abbassamento immediato dei prezzi alla pompa. Al 5 maggio, il prezzo medio della benzina è di 1,926 euro al litro, mentre quello del gasolio è di 2,044 euro al litro.
Il taglio delle accise è stato introdotto il 19 marzo, ma dal 2 maggio il beneficio per la benzina è sceso a circa 6 centesimi al litro. Questo cambiamento ha portato a un aumento del prezzo della benzina di quasi 18 centesimi al litro. Gabriele Masini, esperto del settore, ha osservato: “Con la diminuzione dello sconto sull’accisa sulla benzina del 2 maggio, il prezzo della benzina è schizzato di quasi 18 centesimi al litro.”
Il taglio delle accise sul diesel è di circa 25 centesimi al litro, considerando l’Iva. Questa misura rimarrà attiva fino al 10 maggio e potrebbe essere prolungata fino al 22 maggio.
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Queste difficoltà si inseriscono in un contesto più ampio di rincari dei prezzi dei carburanti, aggravati da fattori esterni come il conflitto in Iran e la chiusura dello stretto di Hormuz. È evidente che il mercato dei carburanti in Italia è libero e variegato: ci sono oltre 20.000 punti vendita e centinaia di operatori diversi.
Masini ha aggiunto: “Non sta scritto da nessuna parte che il benzinaio o la compagnia petrolifera debbano applicare questo sconto.” Le fonti al lavoro sul dossier indicano che si procederà in base alle disponibilità finanziarie; se si troveranno tra i 400-500 milioni di euro, si procederà con una proroga generalizzata di 15-20 giorni.
La situazione attuale solleva interrogativi su come i distributori reagiranno a queste misure e se i consumatori vedranno realmente un abbassamento dei costi. La prossima verifica sulla situazione economica è prevista per il 10 maggio, quando si deciderà su eventuali ulteriori proroghe o modifiche alle politiche attuali.




