
TERNI – Dopo il dissesto del 2018, per il comune di Terni il rischio di “un nuovo e ben più grave default” è dietro l’angolo: a lanciare l’allarme è il sindaco Leonardo Latini in una lettera indirizzata al presidente del Consiglio dei Ministri Giuseppe Conte.
La lettera Nella lettera scritta al premier Conte, Latini sottolinea come sia “evidente fin d’ora che il Comune di Terni non potrà sostenere il doppio impatto delle conseguenze del dissesto del 2018 e delle conseguenze economiche dell’attuale emergenza”. Per il primo cittadino, la crisi economica generata dal coronavirus si innesta “su una più ampia crisi strutturale del territorio, già area di crisi complessa, con un tasso di disoccupazione, specie giovanile, molto elevato. Non solo l’ente, ma l’intera città e il suo comprensorio rischiano seriamente un nuovo e ben più grave default con effetto moltiplicatore su quello precedente”: è l’allarme lanciato da Latini che chiede a Conte di valutare interventi specifici a favore dei Comuni in precedenza dichiarati in dissesto, a cominciare proprio da Terni. “Mi rivolgo a lei, signor presidente del Consiglio – si legge nella missiva -, per rappresentare la situazione della mia città, confidando che possa assumere le conseguenti, necessarie e urgenti decisioni in queste settimane concitate”.
Le richieste Latini ricorda che il Comune, che deve ancora incassare crediti per 87 milioni di euro, è alle prese con un passivo di 45 milioni di euro e ulteriori 20 milioni relativi a rapporti ancora da valutare. Latini ha quindi chiesto al Governo di sospendere, posticipare o superare, anche con stanziamenti straordinari, gli effetti economici e normativi del dissesto “come già in passato accaduto per altre città”. In alternativa, il primo cittadino ha chiede altri interventi specifici, come un trasferimento di liquidità pari alle minori entrate per l’anno corrente, la rinegoziazione integrale di tutti i mutui in quota capitale e interessi e la conferma del Fondo di solidarietà nella misura massima già assegnata senza decurtazioni per lo stesso periodo. “Provvedimenti di questo tipo – continua il sindaco – mi permetterebbero di agire al pari dei sindaci degli altri Comuni con tutti gli strumenti a disposizione, al fine di favorire la ripresa delle attività economiche, andando incontro alle esigenze dei cittadini, dei lavoratori e delle imprese. In mancanza – conclude -, temo che non ci saranno le condizioni per garantire la tenuta di un sistema territoriale non supportato come necessario dall’amministrazione di maggiore prossimità”.