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  • Flottiglia: la Global Sumud denuncia torture sistematiche

    Flottiglia: la Global Sumud denuncia torture sistematiche

    La Global Sumud Flotilla denuncia torture sistematiche subite dagli attivisti da parte dell’esercito israeliano dopo la loro detenzione in acque internazionali. Il governo israeliano ha confermato che l’attivista spagnolo Abu Keshek e il brasiliano Thiago Ávila si trovano già in Israele.

    Israele accusa Abu Keshek e Thiago Ávila di mantenere legami con Hamas. Il ministro degli Esteri spagnolo ha definito la detenzione di Abu Keshek una ‘detenzione illegale’. La Global Sumud Flotilla ha affermato che fino a 35 attivisti hanno avuto bisogno di cure mediche a causa della violenza subita.

    I fatti chiave:

    • 175 attivisti della Global Sumud Flotilla sono stati intercettati dalle forze israeliane in acque internazionali.
    • Il team legale della Global Sumud Flotilla ha depositato un esposto urgente alla Procura di Roma.
    • Il Dipartimento di Stato USA ha condannato l’iniziativa della Flotilla definendola ‘filo Hamas’.

    Sally Issa, una portavoce della flottiglia, ha affermato: “Israele non può catturare persone in acque internazionali. È un atto illegale e chiediamo al governo spagnolo di fare tutto il possibile per la sua liberazione.” Testimoni oculari hanno riferito delle urla di Abu Keshek che risuonavano in tutta la nave mentre veniva torturato in modo sistematico.

    Questa specifica flottiglia ha tentato attivamente di bloccare una nave mercantile israeliana, secondo quanto dichiarato da Gideon Sa’ar, un ufficiale israeliano. Questo è un attacco violento contro civili pacifici; non volgeremo lo sguardo altrove.

    La Global Sumud Flotilla è un’iniziativa civile coordinata per porre fine al blocco imposto da Israele sulla Striscia di Gaza. Attualmente, dieci paesi hanno firmato una dichiarazione congiunta con la Spagna per sostenere gli attivisti detenuti.

  • Bucha: Cosa è successo a  durante il massacro?

    Bucha: Cosa è successo a durante il massacro?

    Il massacro di Bucha è avvenuto dopo l’invasione russa dell’Ucraina il 24 febbraio 2022. Le forze ucraine hanno scoperto centinaia di cadaveri di civili a Bucha, un evento che ha scosso profondamente la comunità internazionale.

    Secondo le autorità ucraine, a Bucha furono uccise più di 1.400 persone, tra cui 37 bambini. Le vittime mostrano segni di tortura e colpi di arma da fuoco sulla nuca, evidenziando la brutalità degli attacchi.

    Il Cremlino ha negato ogni responsabilità per il massacro di Bucha, ma le prove raccolte dalle autorità ucraine e dalle organizzazioni internazionali raccontano una storia diversa.

    Il 31 marzo 2026, Bucha ha commemorato le vittime nel quarto anniversario del massacro. Decine di residenti si sono riuniti vicino alla chiesa dove furono scoperte le fosse comuni, rendendo omaggio a coloro che hanno perso la vita.

    Durante la commemorazione, Antonio Tajani ha partecipato a una riunione a Kiev, sottolineando l’importanza della memoria e della giustizia. “Siamo qui per testimoniare che l’Italia è vicina a Kiev”, ha dichiarato Tajani, evidenziando il supporto internazionale per l’Ucraina.

    In questa occasione, Tajani ha anche affermato che “è difficile negoziare con Putin” e ha ribadito che “la Russia non vuole la pace”, riflettendo le sfide attuali nel cercare una risoluzione al conflitto.

    Il massacro di Bucha è considerato l’epicentro delle atrocità della guerra in Ucraina e continua a rappresentare un punto di riferimento per le violazioni dei diritti umani nel conflitto.

    Le commemorazioni hanno incluso la lettura dei nomi delle vittime, tra cui la più giovane, di soli 1.5 anni, e la più anziana, di 100 anni, un triste promemoria della vastità della tragedia.

    Decine di civili sono stati uccisi nel quarto anniversario del massacro, con 73 omicidi segnalati e altri 105 casi di violenza. Dettagli rimangono non confermati.

    La memoria di Bucha continua a vivere, e la comunità locale si impegna a non dimenticare le atrocità subite, mentre il mondo osserva e spera in un futuro di pace e giustizia.