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  • 7 maggio: Cosa aspettarsi dallo sciopero del personale scolastico del ?

    7 maggio: Cosa aspettarsi dallo sciopero del personale scolastico del ?

    Il 6 e 7 maggio, un ampio sciopero del personale scolastico a Roma coinvolgerà anche gli studenti con un sit-in sotto il ministero dell’Istruzione. I sindacati Cobas Scuola e Usb hanno proclamato lo sciopero per tutto il personale delle scuole di ogni ordine e grado, evidenziando l’importanza della mobilitazione.

    Questa mobilitazione nasce da diverse problematiche che affliggono il sistema educativo. Le motivazioni principali includono l’opposizione alle prove Invalsi e la riforma degli istituti tecnici. Ma perché queste questioni hanno suscitato tanta indignazione tra i docenti e gli studenti?

    Molti ritengono che le prove Invalsi non abbiano determinato alcun sviluppo positivo nel sistema educativo. Secondo Cobas, queste prove non solo sono inefficaci ma anche dannose per la qualità della didattica. Inoltre, la Flc Cgil ha affermato che è necessaria questa azione vista l’assenza di risposte adeguate alle pesanti ricadute sulla didattica.

    I fatti chiave dello sciopero:

    • Lo sciopero è previsto per il 6 e 7 maggio.
    • Il sit-in si terrà il 7 maggio alle 9 sotto il ministero dell’Istruzione.
    • Il 6 maggio, Cub Sur e Sgb hanno indetto uno sciopero breve per il personale docente della scuola primaria.

    Inoltre, il 12 maggio è previsto un altro sciopero del personale educativo e ausiliario dei nidi e delle scuole dell’infanzia convenzionati con Roma Capitale. Questo mese di maggio sarà particolarmente “caldo” per le scuole di Roma, con diverse giornate di sciopero in programma.

    Ma non è solo il settore scolastico a subire disagi. Sei comuni in provincia di Latina subiranno un’interruzione idrica proprio il 7 maggio. Questo evento aggiunge ulteriore pressione ai cittadini già colpiti dalle mobilitazioni scolastiche.

    Impatto atteso:

    • 250.000 abitanti saranno serviti dalla nuova condotta idrica, che prevede un investimento di 18 milioni di euro.
    • Le interruzioni idriche potrebbero complicare ulteriormente la situazione nella capitale.
    • I sindacati avvertono che ci potrebbe essere un grave rischio di chiusura dei servizi educativi convenzionati se le richieste non vengono ascoltate.
  • Invalsi: Cosa succede con le prove  e lo sciopero del 6 maggio 2026?

    Invalsi: Cosa succede con le prove e lo sciopero del 6 maggio 2026?

    Il 6 maggio 2026 è prevista una mobilitazione nel settore scolastico che coinvolgerà le prove Invalsi, attività considerate ordinaria di istituto. Questo sciopero solleva interrogativi su come verranno gestite le somministrazioni e le correzioni delle prove, compiti affidati al personale in servizio nella scuola.

    Le prove Invalsi non rientrano nell’elenco dei servizi essenziali durante uno sciopero, il che significa che i docenti possono legittimamente aderire alla protesta. Tuttavia, il dirigente scolastico ha l’obbligo di informare la comunità scolastica sui possibili disagi causati dallo sciopero.

    Il sindacato Cub ha già portato in tribunale due scuole per comportamento antisindacale riguardo le prove Invalsi, sottolineando che sostituire un docente in sciopero con altri colleghi per attività non indispensabili può essere considerato illegittimo. “Le prove Invalsi non migliorano la qualità della scuola”, ha dichiarato il sindacato.

    In caso di sciopero, il dirigente può incaricare un altro insegnante disponibile a gestire la somministrazione o la correzione delle prove, ma solo in situazioni di emergenza, come una malattia. “Sostituire chi somministra le prove è possibile solo in casi gravi, come una malattia, e non perché uno esercita il proprio diritto di scioperare che è sacrosanto”, ha affermato Giulia Bertelli.

    Il diritto di sciopero dei docenti è tutelato e non può essere annullato con soluzioni forzate. Inoltre, il personale ATA non può essere ‘precettato’ solo per aprire i plessi se tutti aderiscono allo sciopero.

    La CISL ha dichiarato che “partecipare alle rilevazioni Invalsi è attività ordinaria”, ma i sindacati contestano l’efficacia di tali prove nel migliorare la qualità dell’istruzione. “La qualità dell’istruzione non si misura con test standardizzati bensì con: investimenti strutturali, riduzione del numero di alunni per classe, stabilizzazione del personale precario, libertà di insegnamento e inclusione reale”.

    Le reazioni a questo sciopero sono diverse, con alcuni che sostengono la necessità di riforme nel sistema educativo e altri che vedono le prove Invalsi come uno strumento utile per valutare le competenze degli studenti. Dettagli rimangono non confermati.