Perugia, per la fase 2 serve una task force per ragazzi e bambini

La proposta del consigliere comunale di Progetto Perugia Nicola Volpi: programmare misure ponderate per le categorie più fragili

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PERUGIA – Riportiamo il comunicato stampa del consigliere comunale di Progetto Perugia Nicola Volpi:

Dopo il necessario stato d’emergenza e la naturale difficoltà ad affrontare una situazione complessa e improvvisa, è opportuno programmare la “fase 2” della crisi Coronavirus con attenzione e misure ponderate, ma che tengano conto delle conseguenze che nel medio e lungo periodo incidono pesantemente nel tessuto sociale e nell’equilibrio psicologico dei singoli, in particolare di quelle categorie di persone più fragili ed esposte ai danni collaterali di un lungo periodo di isolamento. Certamente penso agli anziani, ai disabili, ma vorrei focalizzare l’attenzione su ragazzi e bambini, anche per la delega alle politiche giovanili ricevuta dal Sindaco, pensando anche a modalità operative attuabili per quanto di nostra competenza. Perché ritengo che sia un’azione da portare avanti su più livelli istituzionali, mettendo in campo il massimo sforzo ciascuno secondo le proprie possibilità, per individuare interventi efficaci verso chi patisce maggiormente la difficoltà che la situazione attuale sta comportando. Tante famiglie con figli grandi e piccoli, si troveranno nei prossimi giorni a riprendere il lavoro fuori casa (oltre a chi non ha mai smesso), con asili e scuole chiuse non si sa fino a quando, con grande incertezza per centri estivi e villaggi-vacanze, ma soprattutto con l’impossibilità di poter coinvolgere i nonni. Come può il governo nazionale programmare la riapertura di tante attività senza dare risposte certe alle famiglie? E poi non c’è solo il problema pratico, di “sistemare” i figli in nome della ripartenza economica, ma tutto l’aspetto psicologico e sociale implicato: non è pensabile una permanenza così prolungata in casa, provocando danni molto seri alla crescita e allo sviluppo soprattutto di bambini in fasce d’età molto delicate, durante le quali la mancanza di relazionalità sociale inibisce progressi fondamentali (stare in gruppo, cooperare, interagire, acquisire autonomia) e condiziona percorsi di apprendimento che non possono essere bloccati o rimandati senza danneggiarne permanentemente la personalità futura, oltre ad una sedentarietà che si ripercuoterà nel loro sviluppo motorio. Se la salute è uno stato di benessere fisico, mentale e sociale, si rischia di generare effetti collaterali peggiori dell’infezione che si vuol prevenire. Auspichiamo quindi che il governo nazionale, nelle varie task force che stanno affiancando i Ministeri per programmare la ripresa scolastica o l’attività estiva, voglia coinvolgere anche l’associazionismo, come lascia sperare l’interlocuzione aperta dalla Ministra Bonetti con il Forum delle associazioni familiari. Nel nostro paese ci sono infatti risorse importanti nella società civile, ci sono competenze professionali, nel variegato mondo del volontariato ci sono capacità anche fantasiose, frutto del genio italiano nel trovare soluzioni, pronte a spendersi con generosità. Facciamolo anche a livello locale. Ne abbiamo le risorse. Lo dico fiducioso nella sensibilità del Sindaco, consapevole delle competenze anche professionali del Vicesindaco con delega alla salute e alle politiche per l’infanzia e l’adolescenza, cosciente della capacità di tante realtà associative cittadine: penso che abbiamo le risorse per mettere in campo una task force locale che coinvolga i livelli politici ma anche professionali, dell’associazionismo, del volontariato, per programmare il tempo estivo. Programmazione che non può prescindere dall’apertura dei centri estivi e dei grest degli oratori, dove la possibilità di spazi all’aperto e l’età degli animatori, con tutta una serie di accorgimenti igienici già in atto nelle strutture cui aggiungere tutte le cautele nel caso e le accortezze sanitarie richieste, lasciano spazio alla possibilità di un esercizio anche contingentato, che però salvaguardi la necessità di uno spazio sociale, ricreativo ed educante per la nostra gioventù. A questo punto è diventata un’urgenza, le famiglie attendono una risposta non più rimandabile. È impensabile continuare a considerare ragazzi e bambini come invisibili, con i loro diritti alla socialità e al gioco negati ed ignorati. Possiamo ragionare su come poter fare. Lo si fa per altre attività, dobbiamo farlo anche per loro. Torniamo ad essere una comunità educante, non solo digitale.

Perugia, 24 aprile 2020.

Il Consigliere
Nicola Volpi

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