
PERUGIA – Un giro d’affari stimato in oltre 4,1 milioni di euro, è stato sgominato dai Nas (Nucleo antisofisticazione e sanità dei carabinieri), di Perugia che hanno scoperto mascherine chirugiche, classificate come dispositivi medici, e mascherine, dispositivi di protezione individuali, con certificati di conformità risultati falsi. Continua, quindi, la lotta agli sciacalli del coronavirus.
Denuncia per frode Tre i legali rappresentanti di altrettante società denunciati per frode in commercio, frode in pubblica fornitura e uso di atto falso. Secondo i carabinieri del Nas – comandati da Giuseppe Schienalunga – uno dei tre indagati, da solo aveva commercializzato a privati ed enti pubblici – ospedali, Asl, Comuni, case circondariali – circa un milione e 500 mila mascherine chirurgiche importate dalla Tunisia e dalla Cina con falsi certificati di conformità. Trecento quelle rintracciate e sottoposte a sequestro penale, ma sono in corso ulteriori accertamenti presso le strutture pubbliche destinatarie.
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