
PERUGIA – “Ora dobbiamo sì continuare sulla strada del rispetto delle disposizioni sociali e sanitarie, ma proiettati verso una ripresa delle attività economiche e, passo dopo passo, di quelle più strettamente sociali”: lo afferma la presidente dell’Umbria Donatella Tesei. Dopo che alcuni studi indicano la regione tra quelle che per prime potrebbero uscire dal contagio di coronavirus. “Una meta – sottolinea Tesei – frutto di diversi fattori tra cui l’approccio ligio e corretto dei nostri cittadini che hanno osservato le misure di distanziamento, nonché di una gestione dell’emergenza che è stata in grado di limitare al massimo i contagi grazie a scelte precise e puntali. Il più basso tasso di letalità registrato a livello nazionale, nonostante l’età media della popolazione umbra sia invece tra le più alte, ne è altra dimostrazione tangibile”.
Ringraziamenti e prospettive “Un ringraziamento – prosegue la presidente – va a tutti gli operatori della sanità umbra nonché alla protezione civile, ai volontari, alle forze dell’ordine, alle istituzioni locali, agli operatori dell’informazione ed a tutti i soggetti che in questo difficile momento emergenziale sono stati in prima linea”. Riguardo al lavoro per la ripresa, la presidente ricorda che “in questa direzione va la collaborazione con l’Università degli Studi di Perugia e la condivisione con Prefettura, parti sociali e associazioni datoriali di un percorso che ci dovrà far tornare ad essere produttivi prima possibile”. “Siamo presenti quotidianamente – aggiunge – nei vari tavoli nazionali proprio al fine di garantire una ripresa celere. Il tutto, ovviamente, senza abbassare minimamente la guardia e nella massima sicurezza, per evitare che i tanti sacrifici, in termini di vite umane, economici e sociali, non siano stati vani”.
Nuove chiusure Come già accaduto durante le festività pasquali, la governatrice ha emesso un’ordinanza che prevede, nelle giornate di sabato 25 aprile 2020, domenica 26 aprile 2020 e venerdì 1 maggio 2020, la chiusura di tutte le attività commerciali, sia degli esercizi di vicinato, sia delle medie e delle grandi strutture di vendita e dei centri commerciali. In deroga alla disposizione che precede possono comunque rimanere in esercizio: i punti vendita esclusivi della stampa quotidiana e periodica purché ubicati su area pubblica o in locali indipendenti; le farmacie; le parafarmacie ubicate in locali indipendenti; le tabaccherie; i punti vendita di carburante per autotrazione; l’attività di somministrazione di alimenti e bevande condotta tramite consegna a domicilio nel rispetto delle norme igienico-sanitarie sia per l’attività di confezionamento che di trasporto. Per chi viola la normativa sono previste sanzioni da 400 a 3000 euro.
Francesco Mariucci
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