
PERUGIA – Con un -100% sul fatturato per la maggior parte delle imprese, quelle non attive sulle piattaforme virtuali, il settore Moda è tra i più colpiti dalle conseguenze economiche dell’emergenza sanitaria coronavirus, che stanno mettendo a rischio la sopravvivenza stessa di 5 mila imprese umbre. “Per noi è vitale poter ripartire, appena le evidenze scientifiche lo consentiranno, ma non vogliamo farlo ad ogni costo”, specifica il presidente di Federmoda Umbria Confcommercio Carlo Petrini, che su questo tema oggi è intervenuto in seno alla Giunta nazionale della Federazione di categoria, di cui fa parte l’imprenditore spoletino. “Intanto – aggiunge Petrini – è fondamentale che i dati di diffusione del contagio, che in Umbria sembrano migliori che altrove, consentano la riapertura in condizioni di sicurezza”. “Proprio per prepararci adeguatamente – prosegue, in una nota di Confcommercio – dobbiamo conoscere con un congruo anticipo tempi e modalità”. A fronte del crollo drammatico di consumi e fatturato, Carlo Petrini continua a chiedere liquidità immediata senza burocrazia e contributi a fondo perduto per le imprese in difficoltà. Ma il presidente di Federmoda coglie anche l’occasione per una riflessione più ampia sul futuro del settore. Così parte proprio dall’Umbria la proposta di rivedere le normative di saldi e vendite promozionali, che Petrini ha sottoposto alla Giunta nazionale Federmoda Confcommercio. “Questa drammatica emergenza – aggiunge – può darci l’occasione per riordinare il nostro comparto e ripensare anche i tempi della moda, in modo che si adattino a modelli di consumo prevedibilmente più lenti e responsabili”.
Francesco Mariucci
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