Fase 2, al pronto soccorso di Terni triplicati gli accessi, il 60% codici bianchi e verdi

L'appello dell'azienda ospedaliera: "Qui solo urgenze ed emergenze". Agli ospedali di Città di Castello e Umbertide restano in vigore le restrizioni per gli accessi

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TERNI – La fase due dell’emergenza covid è iniziata e al pronto soccorso dell’ospedale Santa Maria di Terni, negli ultimi due giorni, gli accessi sono replicati, costringendo l’azienda a fare appello al “buon senso dei cittadini”. Anche l’Usl Umbria 1 ricorda che l’emergenza non è finita e informa che restano attive le restrizioni per gli accessi agli ospedali di Città di Castello e Umbertide.

Pronto soccorso di Terni “Siamo appena entrati nella fase 2 dell’epidemia Covid-19 e l’ospedale di Terni già rischia di dover far fronte ad una vera e propria emergenza nell’emergenza”. Questo l’allarme del direttore del Pronto soccorso Giorgio Parisi, che negli ultimi due giorni ha dovuto fare i conti, insieme alla sua équipe, con una ondata di accessi inappropriati in un momento in cui è fondamentale evitare il sovraffollamento e lasciare liberi i percorsi per i pazienti positivi al virus e le altre emergenze e urgenze non Covid.
Ansia, insonnia, dolore addominale da mesi, vomito dopo pasto abbondante, bruciore di stomaco con pretesa gastroscopia urgente, piccole reazioni allergiche, inappetenza, stitichezza, peggioramento cognitivo in paziente con demenza, cefalea semplice, vertigine, lombalgia, febbre. Sono questi alcuni dei problemi non urgenti registrati al pronto soccorso negli ultimi giorni, per i quali era sufficiente rivolgersi al proprio medico di famiglia o ad altri servizi territoriali e che, invece, hanno prodotto negli spazi del pronto soccorso un raggruppamento di persone difficile da gestire in sicurezza, in un momento in cui tutto il paese è quasi arrivato al collasso economico proprio per evitare gli assembramenti nei luoghi pubblici.

Accessi ridotti durante il lockdown Il dottor Parisi spiega che per due mesi il pronto soccorso ha visitato e trattato, per la stragrande maggioranza, solo casi gravi, con tempi di attesa e di gestione di gran lunga inferiori rispetto a quelli che si stanno di nuovo riproponendo. “In pochi giorni gli accessi sono triplicati. Se ad aprile, nel periodo più critico, registravamo un media di 34 accessi ora siamo già saliti 86 di cui il 60% sono codici bianchi e verdi”. Il risultato è che i tempi di attesa si sono già allungati, anche in considerazione del fatto che il personale continua a restare impegnato su due percorsi, Covid e non, e che le procedure di sicurezza vigenti richiedono necessariamente più tempo. Per dare qualche esempio, il mese scorso anche un codice verde veniva visitato entro 37minuti contro i 60 previsti e un codice giallo veniva visitato entro 17 minuti, contro i 30 previsti, mentre ieri il tempo di attesa già superava un’ora.

Appello al buon senso “Ricordiamo che l’emergenza COVID-19 non è terminata – conclude il dottor Giorgio Parisi – e che il rischio di contagio tra persone asintomatiche è un pericolo reale e rischia di vanificare gli sforzi finora fatti per contenere la diffusione del virus. Facciamo quindi appello al buon senso dei cittadini affinché non dimentichino che è fondamentale rivolgersi al pronto soccorso solo per urgenze ed emergenze e per problemi non risolvibili dai medici di famiglia o di continuità assistenziale e non differibili come gravi traumi, eventi cardiovascolari e altri casi di immediato o potenziale pericolo di vita”.

Città di Castello e Umbertide La fase 2 è arrivata anche negli ospedali della Usl Umbria 1 che comunica che nel presidio ospedaliero Altotevere, che i comprende gli ospedali di Città di Castello e Umbertide, si stanno riprendendo alcune attività, sia ambulatoriali che di ricovero, che erano state temporaneamente sospese in seguito all’emergenza sanitaria.
Il virus è comunque ancora presente e per continuare a limitare i contagi, sono state  adottate alcune misure di sicurezza. La Usl Umbria 1 comunica che per entrare negli ospedali di Città di Castello e Umbertide sono necessari guanti e mascherine e che i pazienti saranno tenuti ad osservare l’orario dell’appuntamento (entro 15 minuti dalla prestazione). Salvo casi particolari (minori, invalidi e esigenze specifiche), non dovranno essere accompagnati ai vari servizi. Prima di accedere, inoltre, saranno sottoposti a misure di pre-triage, compilando una autocertificazione con informazioni generali sul proprio stato di salute per evitare che persone con possibile infezione Covid-19 possano accedere in ospedale.

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