
A Gubbio, la questione tiene banco da settimane e – specialmente sui social media – si è detto e scritto di tutto. Ora, la notizia ufficiale: la Festa dei Ceri non si farà. La decisione è arrivata al termine di un incontro in videoconferenza convocato dal sindaco Stirati, alla presenza delle varie componenti che contribuiscono all’organizzazione della secolare manifestazione eugubina, che risale alla morte del patrono sant’Ubaldo, avvenuta nel maggio 1160.
Un appuntamento al quale la città aveva rinunciato solo in occasione delle due guerre mondiali. Annullate anche la Festa dei Ceri Mezzani e di quelli piccoli, che coinvolgono i più giovani e che si svolgono nelle settimane seguenti alla corsa del 15 maggio.
Sofferenza e amarezza, ma anche forte senso di responsabilità di fronte alla scelta sono state condivise nel corso dell’incontro decisivo, al quale – insieme al sindaco – hanno partecipato i rappresentanti delle famiglie ceraiole, dell’Università dei muratori, del Maggio eugubino e il vescovo Paolucci Bedini. La diocesi, ora, valuterà nelle prossime settimane come sarà possibile celebrare la festa del patrono sant’Ubaldo, prevista per la giornata del 16 maggio.
“Il quadro normativo vigente – spiega il sindaco di Gubbio, Filippo Stirati – e la prospettiva di un periodo lungo di provvedimenti per distanziare le persone in luoghi pubblici o aperti al pubblico, impongono un atto responsabile che con grande orgoglio e commozione registro essere pienamente condiviso da tutte le componenti della Festa dei Ceri”.
“Aldilà del dirimente aspetto normativo – ha sottolineato ancora il sindaco di Gubbio – dobbiamo tener conto di chi è deceduto, di chi sta soffrendo per la malattia, di chi è lontano dai propri cari e non può portargli l’ ultimo saluto; di tutto questo infatti la Festa dei Ceri 2020 si deve far carico, come durante la ‘mostra’ in cui ogni 15 maggio salutiamo con inchini e ‘giratelle’ la memoria e la tradizione rappresentata dai nonni e dai sofferenti quali ceraioli forieri di valori tramandati da secoli. Non è la festa di alcuni perché verrebbe meno lo spirito che la rende unica: è del bambino che guarda con trepidazione e timore le maestose macchine di legno, del vigoroso ceraiolo, della donna che incita la festa e dell’anziano che ricorda alimentando il futuro. Non è la nostra Festa – conclude Stirati – senza un abbraccio, senza un sorriso, senza una spinta, senza una carezza, senza la ‘pacca’ nella muta”.
“Una grande tristezza ci attanaglia e un nodo ci stringe la gola”: l’avvocato Ubaldo Minelli, presidente della famiglia dei Santubaldari, il Cero del santo patrono di Gubbio, parla con commozione dell’annullamento della Festa. “Decisione sofferta e dolorosa – dice – ma inevitabile, imposta dall’emergenza epidemiologica in atto e dall’attuale assetto normativo. Non avremmo mai voluto – ha concluso Minelli – che il nostro tempo passasse alla storia per la sospensione della Festa”.