Università di Perugia, nasce il Dipartimento unico di Medicina

Il rettore Maurizio Oliviero: "Passaggio che segna avvio percorso grazie al quale l'ateneo torna a proporsi come protagonista della Comunità scientifica nazionale e internazionale"

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La Facoltà di Medicina

PERUGIA – L’Università degli Studi di Perugia (Unipg) ha istituito il Dipartimento unico di Medicina e chirurgia che, dall’anno accademico 2020-2021, sostituirà i tre nei quali è attualmente suddivisa l’area medico-chirurgica dell’Ateneo. Per l’Università si tratta di “un passaggio estremamente rilevante per la complessiva organizzazione” della struttura.

Riorganizzazione ambiziosa Il progetto scientifico e didattico-formativo del nuovo Dipartimento è definito “particolarmente ambizioso e denso di obiettivi strategici: da un forte impegno all’internazionalizzazione al progressivo allargamento dell’offerta formativa, fino alla vocazione multidisciplinare”. L’Ateneo e l’area medico-chirurgica si attendono quindi “rilevanti benefici” da quest’opera di riorganizzazione, soprattutto sul piano della capacità attrattiva e della competitività scientifica del nuovo Dipartimento al quale afferiranno 204 docenti che corrispondono alla totalità dei professori e dei ricercatori attualmente in servizio presso i tre Dipartimenti esistenti.

Il rettore Oliviero “Profonda soddisfazione” è stata espressa dal rettore Maurizio Oliviero che, in una nota, ha osservato come “questa prima importante riforma dell’organizzazione interna segna l’avvio di un percorso grazie al quale l’Università degli Studi di Perugia torna a proporsi come protagonista della Comunità scientifica nazionale e internazionale”. “La nostra area medico-chirurgica – aggiunge – è ora dotata di una struttura dipartimentale all’altezza delle qualità espresse dai nostri studiosi, rappresenterà un punto di riferimento importante sia nella proposta didattica rivolta agli studenti sia nel contributo che saprà offrire alla crescita dei saperi nelle scienze cliniche, precliniche e chirurgiche. L’Ateneo ha ringraziato i colleghi dell’area medico-chirurgica che, “anche in un momento così delicato, che li vede impegnati, con sacrificio e dedizione, nelle gravi incombenze legate all’emergenza sanitaria in corso, hanno saputo mantenere lo sguardo rivolto al futuro consentendo alla nostra Università di adeguare le proprie strutture alle sfide che richiedono al mondo accademico un impegno sempre crescente per il progresso materiale e intellettuale della nostra società”.