Terni, Santa Maria verso la normalità: riprende anche la chirurgia urologica funzionale

Oltre agli interventi oncologici ora si potrà tornare a operare le patologie di carattere funzionale, che rappresentano il 60% della disciplina urologica

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L'Ospedale Santa Maria di Terni

TERNI – Al via la fase 3 per l’ospedale Santa Maria di Terni che si avvia verso la normalità dopo la prima fase dell’emergenza sanitaria che aveva bloccato la maggior parte della chirurgia non oncologica differibile. È ripresa infatti anche quella urologica funzionale.

Primo intervento Il primo intervento eseguito dall’equipe di Urologia ad indirizzo andrologico ed uroginecologico, diretta dalla professoressa Elisabetta Costantini, ha riguardato una donna di 45 anni proveniente da fuori regione. Alla paziente i professionisti di Terni hanno scoperto una patologia che è stata trattata chirurgicamente con approccio combinato endoscopico laparoscopico e robotico, un tipo di intervento che – sottolinea l’azienda ospedaliera – viene eseguito in pochi centri in Italia “perché richiede una tecnologia avanzata ed alti livelli di esperienza”. La paziente è stata dimessa ieri, dopo tre giorni dall’intervento, in buone condizioni di salute. “Oltre agli interventi oncologici, – spiega la professoressa Costantini – ora si potrà tornare ad operare molte patologie di tipo funzionale che affliggono una larga parte della popolazione maschile e femminile, a partire dai prolassi più severi e complicati che tratteremo con la chirurgia laparoscopica e robotica. Dopo la pausa Covid-19, oggi si riparte con la marcia giusta. Spero che questo inizio sia di buon auspicio per il futuro, per un ospedale che ha dimostrato di essere in grado di gestire brillantemente anche l’ emergenza, grazie alla nostra dirigenza e alla professionalità dei nostri operatori sanitari. Molti degli infermieri di sala operatoria e del reparto di urologia hanno prestato servizio nelle unità Covid. A loro va il mio ringraziamento personale per il loro spirito di sacrificio ed anche per aver poi condiviso con noi la loro esperienza”. 

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