
PERUGIA – La Conferenza episcopale italiana ricuce lo strappo con il governo e assicura che il dialogo con le istituzioni governative “è quotidiano e all’insegna di una collaborazione leale”. È il segretario generale, monsignor Stefano Russo, a chiudere l'”incidente” di domenica sera, quando con un durissimo comunicato i vescovi avevano contestato il governo sulla cosiddetta Fase 2. E in una dichiarazione ai media Cei, Russo assicura anche che nelle parole del Papa di qualche giorno fa, che aveva richiamato alla prudenza e all’obbedienza, “non c’è contrapposizione con la Chiesa italiana: il Papa sostiene da sempre e con paternità il nostro agire. Non tenere conto della prudenza e dell’obbedienza alle disposizioni significherebbe essere ciechi e decontestualizzati rispetto al vissuto di tristezza e dolore con cui stiamo ancora facendo i conti”.
Da lunedì i funerali Intanto si parte, da lunedì 4 maggio, con i funerali. Per le messe in generale si sta lavorando ma è probabile un via libera dall’11 o 18 maggio. È in questo secondo step che le persone che hanno perso un caro in queste settimane di confinamento, senza poter dare neanche l’ultimo saluto con un funerale, potranno chiedere di celebrare una messa in suffragio. Per la Chiesa si tratta di una rivoluzione alla stregua di quella già affrontata nei supermercati e nei posti di lavoro. Il termo-scanner per controllare la temperatura e mascherine per tutti, compreso il sacerdote, almeno al momento della distribuzione della Comunione. Come preannunciato saranno solo 15 i fedeli ammessi ai funerali e dovranno tenersi ad almeno un metro di distanza l’uno dall’altro. I funerali dovranno essere celebrati “preferibilmente all’aperto” ma non si esclude la possibilità di farli in chiesa con una richiesta ai parroci di provvedere alla sanificazione degli ambienti. In ogni caso nessuno potrà mettere piede ai riti, sia se si svolgano in chiesa sia all’aperto, se la linea del termometro segnerà una temperatura superiore ai 37.5 gradi. Saranno messi alla porta anche coloro che hanno qualsiasi sintomo influenzale.
La Comunione Per la Comunione nessuno si dovrà muovere dai banchi ma sarà il sacerdote ad andare dai fedeli, sempre tenendo una adeguata distanza, con l’ostia. Dovrà avere bocca e naso coperti da mascherina e le mani precedentemente igienizzate. Infine tutto si deve svolgere in un tempo contingentato, senza dilungarsi, e in uno stesso luogo. Vietati i cortei funebri dietro il feretro. Si tratta di disposizioni molto dettagliate che faranno da apripista a quelle future sulle messe per le quali si pone però il problema se e come stabilire un ‘numero chiuso’.
Suffragio Un pensiero ai defunti era arrivato questa mattina da Papa Francesco: “Preghiamo oggi per i defunti, per coloro che sono morti per la pandemia”, aveva detto nell’introduzione della messa a Santa Marta con una preghiera “speciale per i defunti, diciamo così, anonimi. Abbiamo visto le fotografie delle fosse comuni, tanti sono lì”. Infine la questione delle messe di suffragio per tutti coloro che non hanno potuto celebrare il congedo da un caro morto in questi giorni, per coronavirus ma anche per altro motivo. Nessuno impedirà questa possibilità quando si partirà con le messe in generale ma non sono ammessi ‘funerali’ in senso stretto, senza il feretro. E comunque “credo che molta gente – confida un vescovo, mons. Giancarlo Bregantini – rinvierà questo momento. Per diverso tempo si celebrerà in pochi, penso che chi ha aspettato vorrà aspettare ancora per poter dare un saluto più caloroso al congiunto morto con una maggiore presenza di gente”. Anche in Germania Stato e Regioni dovrebbero dare il via libera alle messe con la garanzie delle norme di salute e sicurezza. Progressivamente si aprirà a tutte le celebrazioni come battesimi, matrimoni e funerali.
Francesco Mariucci
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