Treofan di Terni, i lavoratori in sciopero chiedono un incontro ai vertici aziendali

Il presidio dei dipendenti per sollecitare risposte: il 17 giugno la proprietà convocata al Mise

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Il presidio dei lavoratori della Treofan

TERNI – È iniziato alle 10 di giovedì mattina lo sciopero di otto ore proclamato dall’assemblea dei lavoratori della Treofan, per sollecitare risposte urgenti e concrete sul
futuro dello stabilimento del polo chimico di Terni. I dipendenti si sono ritrovati davanti alle portinerie degli automezzi per un presidio che proseguirà fino alla conclusione dello stop al lavoro.

Richiesta di chiarimenti “Abbiamo necessità di un incontro con i vertici dell’azienda” spiega Massimo Serantoni, rappresentante rsu della Femca Cisl. “Ci sono difficoltà tecniche nelle produzioni – aggiunge -, ma non attenuanti dettate dal momento storico, visto che, essendo produttori di film per imballaggi, il nostro è un mercato fiorente”. Per il sindacalista è “necessario un incontro per capire perché non si fa crescere questo stabilimento”. Secondo i sindacati, la produzione del prodotto di punta del sito, il film laccato, è passata dalle 8 mila tonnellate del 2019 alle 2 mila registrate fino ad oggi nel 2020. “Noi ci siamo fatti le nostre idee – aggiunge Davide Lulli, rsu della Filctem Cgil – crediamo che Jindal abbia acquisito Treofan solo per le nostre specialties, che loro non avevano, come il mercato del tabacco. Siamo preoccupati dal fatto che questo sia solo un primo tassello. Per questo abbiamo necessità di risposte, soprattutto dal ministero e dalle istituzioni”.
Per Fabio Boncio, della Uiltec, la società “sta spostando tutte produzioni di marchio Treofan in altri siti europei Jindal mentre alcuni impianti camminano al 50% rispetto a prima”. “Ci
sono 150 famiglie che lavorano in questa fabbrica e non solo – ha concluso -, perché nel sito della Polymer sono integrati anche altri stabilimenti e a cascata potrebbe essere un problema di tutta la chimica ternana”. La richiesta di un incontro con la società è stata avanzata ufficialmente al ministero dello Sviluppo economico dalle segreterie nazionali di Filctem, Femca e Uiltec. Anche l’Ugl chimici, che ha aderito allo sciopero, chiede al dicastero di intervenire “con forza per definire una assurda vertenza con una proprietà sfuggevole”. Per il sindacato la volontà di Jindal è quella “di impoverire Terni per chiudere la produzione e delocalizzarla all’estero”. L’appello dell’UGL Chimici è rivolto anche al sindaco di Terni e alla Regione Umbria, la difesa di una ricchezza così importante per il territorio deve essere di interesse comune, in ballo c’è il futuro di moltissime famiglie: “Questo sciopero – concludono i due sindacalisti UGL Chimici – è solo l’inizio di un periodo di lotta duro che siamo disposti a portare avanti qualora Jindal non sia disponibile a cambiare il proprio atteggiamento e ripensare le strategie industriali per la Treofan”.

Prime risposte dopo lo sciopero Anche il sindaco di Terni, Leonardo Latini ha incontrato alle portinerie della Treofan i lavoratori in sciopero. “Ho ascoltato le preoccupazioni dei dipendenti – spiega in una nota – che manifestano giustamente a causa del comportamento dell’azienda e dell’incertezza nella quale si trovano anche per la mancanza di un chiaro piano industriale da parte della proprietà. Come rappresentante dell’istituzione più prossima al territorio non posso che associarmi a tali preoccupazioni per le sorti di
un’azienda erede della grande tradizione del polo chimico ternano. Un’azienda che peraltro ha sempre lavorato durante il lockdown perché la sua produzione è stata considerata strategica e che quindi – a maggior ragione – pretende la massima attenzione a livello nazionale”. A seguito della mobilitazione di giovedì, sembra esserci un primo spiraglio per i lavoratori con la convocazione di un tavolo tecnico al Mise per il prossimo 17 giugno. L’intervista di Umbria Radio a Davide Lulli, rsu della Filctem Cgil.

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