
PERUGIA – Circa 900 kg di pesce privi di etichettatura e tracciabilità, destinati a ristoranti della provincia di Perugia e di Viterbo, sono stati sequestrati dalla Guardia di Finanza di Chioggia, (Venezia), in occasione di un controllo sulla strada statale Romea, durante questo periodo di aumento della richiesta di prodotti ittici da parte di ristoranti e pescherie nella settimana di Ferragosto.
Nessuna etichettatura Tutto il prodotto sequestrato è stato posto a disposizione delle competenti autorità sanitarie per i successivi accertamenti. La normativa di settore, infatti, prevede che i consumatori devono poter disporre, attraverso l’etichettatura, di tutte le informazioni utili per ricostruire le fasi della filiera alimentare, in modo da scongiurare il rischio di consumare prodotti non trattati nel rispetto delle norme igieniche. La merce sequestrata in prevalenza pesce persico e lavarello, era trasportata all’interno di cassette di polistirolo, prive di qualsiasi indicazione relativa alla provenienza del prodotto. Dalla documentazione rinvenuta all’atto del controllo e dalle dichiarazione rese trasgressore è stato appurato che la partita sequestrata proveniva dalla zona del Garda ed era diretta a ristoranti delle province di Viterbo e Perugia. L’italiano, che guidava il furgone coibentato, è stato sanzionato dai finanzieri con una pena che può arrivare fino alle 4.500 euro.
Annalisa Marzano
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