Il Grifo spegne 115 candeline senza corteo. Ancora niente calendario per la ripartenza

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PERUGIA – Tanti auguri vecchio Grifo! Sono 115 le candeline da spegnere per il Perugia in questo 9 giugno, incastrato di solito tra le somme da tirare per la stagione conclusa e i prodromi della successiva. Quest’anno è tutto diverso, non ci sarà il corteo dei tifosi, che hanno rinunciato per le difficoltà legate all’emergenza Covid-19, non ci sarà l’esito di un campionato da commentare, e anche giugno, travestitosi da ottobre, sembra volersi adeguare a tutto questo inusuale periodo.
I gruppi della Nord hanno comunque invitato i tifosi a non dimenticare questa giornata e ad esporre un vessillo biancorosso dalle finestre di casa per colorare la città e festeggiare comunque a distanza, come da prassi ormai in questi mesi di pandemia.

Gli stessi tifosi, spettatori emarginati dalla imminente ripartenza del campionato, hanno voluto anche in questa occasione ribadire la loro contrarietà alla ripresa delle ostilità in questa situazione di emergenza: «Se la giostra dovesse ripartire, per i soldi che riempiono le tasche – dei signori del calcio, per i diritti delle tv e gli interessi degli sponsor, incurante dei rischi e dei divieti che valgono per il resto della comunità, sarebbe il momento più basso mai toccato, la conferma di un sistema malato che deve essere abbattuto».

Intanto l’ennesimo Consiglio Federale ha messo la parola fine alla diatriba sull’annullamento delle retrocessioni in caso di nuovo stop della serie A, proposto da quale società interessata, e che poteva rimettere tutto in discussione. In caso di nuovo stop prima del 9 luglio, via a play off e play out, altrimenti classifica generata dal famoso algoritmo con 3 retrocessioni e scudetto non assegnato.

Nello stesso Consiglio Federale decretata la promozione in serie B di Monza, Reggina e Vicenza, e il via ai play off per la quarta ammessa in “cadetteria”.

Per il momento invece niente calendari, per i quali bisognerà attendere ancora qualche giorno, così come per sciogliere l’ultimo nodo spinoso, quello della quarantena obbligatoria di 14 giorni della squadra in caso di positività, il vero “ostacolo” per portare in fondo questa strana estate calcistica.