
PERUGIA – Anche 39 comuni umbri parteciperanno allo screening sierologico sul coronavirus condotto dal Ministero della salute, insieme all’Istituto superiore della sanità e Istat. L’indagine di sieroprevalenza sul coronavirus, che coinvolgerà un campione di duemila comuni e 150mila cittadini in tutta Italia, punta a fotografare la situazione sullo stato immunitario della popolazione. In questo modo sarà possibile capire quante persone hanno sviluppato gli anticorpi al coronavirus, anche in assenza di sintomi.
In Umbria Ad essere interessati nella nostra regione saranno 5.275 mila persone distribuite nei comuni di Citerna, Città di Castello, San Giustino, Umbertide, Gualdo Tadino, Gubbio, Sigillo, Perugia, Corciano, Assisi, Bastia Umbra, Deruta, Marsciano, Massa Martana, Todi, Cascia, Spoleto, Bevagna, Foligno, Nocera Umbra, Sellano, Spello, Trevi, Giano dell’Umbria, Gualdo Cattaneo, Allerona, Baschi, Orvieto, Penna In Teverina, Amelia, Avigliano Umbro, Montecastrilli, Narni, Stroncone e Terni. Le persone saranno chiamate ad effettuare un prelievo di sangue volontario per verificare la presenza di anticorpi in chi non ha avuto né sintomi né diagnosi. Quindici operatori formati dalla Croce rossa italiana effettueranno le chiamate telefoniche agli oltre 5 mila individui prescelti che potranno anche decidere di non partecipare, essendo il progetto su base volontaria. I prelievi potranno essere fatti in modalità pit stop e, se necessario, a domicilio. Lunedì si comincia con le telefonate. Un’altra mandata di prelievi sarà smaltita successivamente. I campioni prelevati saranno analizzati nel laboratorio dell’ospedale di Perugia.
Il progetto di screening L’indagine permetterà di stimare quante persone sono immuni nel paese. Il test sierologico indica se la persona che si sottopone sia entrata in contatto col virus e rileva gli anticorpi prodotti dal sistema immunitario. Ad oggi, si stima che circa un 20% di casi di coronavirus non sia stato diagnosticato. Grazie allo screening si potrà avere una mappatura della diffusione del virus nella popolazione nella speranza che aver sviluppato anticorpi garantisca una immunità almeno per un certo periodo di tempo, ancora non noto. Il campione è stato scelto dall’Istat sulla base di precisi parametri, tra cui il sesso, l’età, l’attività economica.
redazione
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